No all’alternanza scuola lavoro!

Come Giovani comunisti, sia a livello nazionale che provinciale, ci siamo messi subito in campo per le manifestazioni del 13 Ottobre.

A La Spezia abbiamo effettuato un volantinaggio,soprattutto davanti all’istituto dove uno studente in alternanza ha subito un infortunio sul lavoro. Molte piazze italiane comunque hanno risposto positivamente alla giornata di mobilitazione tanto da ispirare un quotidiano dai titoli stravaganti a intitolare “I giovani non hanno voglia di lavorare”, al quale ribadiamo no sfruttati non ne abbiamo non solo voglia, ma vogliamo parità di diritti, perchè non vogliamo essere la vostra manodopera a costo zero.

L’alternanza scuola lavoro, una innovazione(se così si può dire) della legge 107 del 2015 o più comunemente chiamata “Buona Scuola” che obbliga gli studenti del trienno delle superiori a passare del tempo fuori dall’istituto da dedicare al lavoro o alla formazione in base al campo di studi (200 ore per i licei,400 per tutti gli altri istituti) finanziato con circa 240 milioni di euro annui.

Ma chiariamo subito il perchè opporsi a questa legge:

Le cronache di questo esperimento ci raccontano di un disastro annunciato, con un impianto debole colpito da disservizi, malfunzionamenti ma soprattutto elementi di disagio per gli studenti : sottrazione sistematica del tempo di studio, scarsissima inerenza tra percorsi di studio e àmbiti lavorativi, mancanza di tutor, assenza di controlli e vigilanza sul reale operato svolto dagli studenti nelle azienda.

Tutto piuttosto prevedibile in un contesto di completa mancanza di prospettiva ed improvvisazione nelle scelte di politiche scolastiche intraprese dai governi, ma gli effetti dannosi di questa scellerata operazione ci consegnano un quadro allarmante : il trionfo della precarietà, del lavoro non pagato, della deregolamentazione selvaggia fanno da sfondo ad uno svuotamento definitivo del valore degli assi portanti della nostra Costituzione. Non c’è, non a caso, alcun riscontro pedagogico (nè tantomeno economico) in questa scelta, se non lo scopo di alimentare ulteriormente la frammentazione e la precarizzazione delle vite, di rendere ancora più debole e lontana ogni possibilità di autodeterminazione : c’è l’apoteosi del liberismo.

Cosa proponiamo come Giovani Comunisti/e?

Oggi riteniamo che sia necessaria l’eliminazione immediata dell’obbligatorietà di questi “percorsi formativi”. Lo riteniamo in virtù di un dato inequivocabilmente chiaro che proviene non solo dalla generazione del terzo millennio, ma dalle dinamiche socioeconomiche che quotidianamente si manifestano : il lavoro non può essere inteso come una concessione, un privilegio da conferire in base ad un qualche status, bensì un sacrosanto diritto trattato e disciplinato come tale.
E’ per questo semplice fatto che consideriamo illogico inserire uno strumento come la Carta dei Diritti e dei Doveri che funga da contrappeso a una scelta completamente priva di qualsiasi riscontro pedagogico ma anche sociale : l’obbligo di sostenere un percorso lavorativo durante l’ultimo triennio di secondaria è arbitrario e sbagliato, ma non certo illogico.
Palese si dimostra infatti il totale asservimento di questa scelta alla logica dello sfruttamento e della precarietà che assurge a regola, della mercificazione dei saperi a logiche aziendalistiche cioè dello svuotamento della funzione sociale di emancipazione e formazione che la scuola dovrebbe assumere.
E’ l’ennesimo colpo inferto ad un impianto irrinunciabile di diritti : quello alla formazione e quello al lavoro, quello allo studio e quello alla equa retribuzione.
Gli ambiti lavorativi frequentati per nulla inerenti al percorso di studio che si sta effettuando, la mancanza di risorse e di personale e le carenze che si sono verificate in molte situazioni sono poi il manifesto più evidente del fallimento di quella che però è bene definire ex ante una scelta politica pessima. E’ bene farlo subito per evitare il solito teatrino del “Intanto siamo partiti, ora si migliorerà” : non c’è nulla da migliorare, occorre rendere questa imposizione una semplice possibilità, e cambiare radicalmente il contesto in cui si sviluppa il rapporto trilaterale scuola-azienda-studente.

In questo senso, riteniamo che :
•L’alternanza deve essere inserita necessariamente in un progetto coerente con il percorso di studi e retribuita nel quadro di un accordo con i rappresentanti di studenti e lavoratori.

•Le aziende scelte (tramite gara pubblica) per l’alternanza devono essere sottoposte a controlli di carattere etico e legale,  e che contestualmente si impegnino alla buona riuscita del percorso formativo, senza considerare gli studenti solo alla stregua di unità lavorative a costo zero.

•Gli studenti devono preventivamente (tramite appositi corsi da tenere a scuola) essere formati a livello generale sul diritto del lavoro, ed in particolare sui diritti dei lavoratori e sulle norme di sicurezza sul luogo di lavoro

 

Ci batteremo anche nella nostra provincia per un istruzione pubblica,gratuita,laica come recita la costituzione, la quale vorremmo applicare al 100%.

Giovani comunisti/e La Spezia!photo_2017-09-17_08-58-08

 

Fonti: http://www.giovanicomunisti.it/2017/09/23/lalternanza-scuola-lavoro/

 

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